COMUNE DI VITERBO

Stemma Comune di Viterbo

 

III°COMMISSIONE

 

 

Assetto ed utilizzazione del territorio – Urbanistica -

Lavori Pubblici – Servizi Tecnologici – Viabilità e Traffico. (Emiliano)

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Attivita della III° Commissione

Viterbo 3-4-2012

 

C’è il segretario generale del Comune per parlare della vecchia scuola di Santa Barbara; infatti in merito a ciò afferma che tutto il problema è nato dall’invio da parte del Consiglio comunale dei documenti con la richiesta di un parere da parte dell’autorità per i lavori pubblici e dalla corte dei conti, l’autorità ha segnalato violazioni evidenti, il comune ha risposto ma sono state avanzate altre osservazioni, a cui, secondo il segretario, il comune avrebbe risposto senza ricevere repliche.

Ferzini (PD) richiede allora una presa di posizione politica da parte del sindaco riguardo questo argomento; Ricci (PD) dice che c’è stato un black out istituzionale visto che di questa storia il Consiglio e la Commissione non ne sapevano nulla, in più vuole sapere se il sindaco ha risposto all’autorità per i lavori pubblici come ha fatto il RUP e avendo appurato ormai la posizione del segretario generale.

Emiliano Cesaretti

Movimento 5 stelle Viterbo – Grilli viterbesi

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Come al solito si avvantaggiano i furbetti

Viterbo 20-3-2012

Nell’ultima riunione della terza commissione consiliare del Comune di Viterbo abbiamo assistito ad un dibattito decisamente interessante per comprendere quale sia la considerazione che i partiti politici hanno di chi rispetta le regole e le leggi. Si parlava infatti di condono edilizio e dell’atto richesto dalle norme comunali nel caso di condono di un immobile o di un terreno di mantenere la nuova destinazione d’uso anche nel futuro; ovviamente questo atto deve venire stipulato in presenza di un notaio e come tutti sappiamo questo comporta dei costi aggiuntivi spesso anche molto onerosi. Il problema che si è posto ai consiglieri è che in quanto la legge sul condono del 2003 (326/2003) rimandava alle norme di ogni comune per l’attuzione tecnica delle pratiche di condono edilizio, e per il PRG del Comune di Viterbo in caso di cambi di destinazione d’uso viene richiedesto l’atto che si è descritto sopra, per cambiare la situazione sarebbe stato necessario cambiare la normativa comunale di riferimento. La discussione è stata animata sull’opportunità di modificare questa norma che consente un miglior controllo del Comune sulla gestione del territorio, ma nel frattempo si è proposto di interpretare la legge sul condono permettendo ai condonanti di non stipulare questo atto di vincolo, che invece rimarrà obbligatorio per tutti gli altri. Quindi se un cittadino ha rispettato le norme e per varie necessità richiede un cambio di destinazione d’uso di un suo immobile dovrà pagare questo ulteriore balzello e sarà obbligato a rispettare un ulteriore vincolo, se invece il cittadino commetterà un abuso sarà avvantaggiato essendo esonerato da entrambi questi oneri.

Come sempre quindi che rispetta le norme viene danneggiato e chi le viola aiutato.

Emiliano Cesaretti

Movimento 5 stelle Viterbo – Grilli viterbesi

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III Commissione Consiliare

Viterbo 20-3-2012

La commissione parte con due dichiarazioni del segretario: una sulla necessità di registrare le commssioni per i verbali, accettato da tutti, la seconda riguardo la richiesta di non discutere il terzo punto all’ordine del giorno in quanto non verrà portato in Consiglio Comunale. Questo punto riguarda il vecchio appalto della scuola di Santa Barbara, per cui un documento dell’Agenzia dei Contratti del 2001afferma che ci sono delle irregolarità, il Comune ha fatto le sue considerazioni e il consigliere Ferzini (PD) ha chiesto di mandare tutto nuovamente alla Corte dei Conti e all’Agenzia dei Contratti. I consiglieri contestano il segretario affermando che il punto si deve discutere in quanto la commissione ha anche una funzione di controllo.

Si comincia allora a discutere il primo punto all’ordine del giorno, cioè una richiesta di Tofani (UDC) che riguarda l’abolizione del vincolo di destinazione d’uso richiesto dal Comune per i condoni e i cambi di destinazione d’uso di immobili e terreni, il che comporta una spesa di 1000 euro dal notaio e nessun vantaggio per il Comune.

Con la legge 326/03 il condono nazionale ha rimandato ai regolamenti dei singoli comuni per quel che riguarda le norme tecniche per ciò che si vuole condonare. Nel PRG di Viterbo qualsiasi aumento di cubatura o cambio di destinazione d’uso deve prevedere un atto di vincolo di destinazione d’uso, quindi o si cambia il PRG o si tengono le norme per il condono così come sono.

Si propone di cambiare la legge comunale in quanto è stata scritta prima della legge Bucalossi (1977) che comportava nuovi oneri per il cambio della destinazione d’uso.

Per Marcucci (Misto) invece il vincolo serve altrimenti si potrebbe prendere una casa e trasformarla in un negozio senza che nessuno lo sappia (è il caso dei portici).

Ricci (PD) afferma che non ha senso che dentro un condono in cui già si paga per un cambio di destinazione d’uso, si chieda un atto che impegni a non farne altre essendo anche una doppia spesa per il cittadino. Essendo il condono una concessione fatta a seguito di un abuso, anche se si impone il vincolo si potrebbe rifare l’abuso e aspettare un altro condono.

Tofani (UDC) e Bennati (PDL) propongo di non toccare le norme sui portici, ecc. Ma di modificarle per condoni di abitazioni, magazzini, fabbricati agricoli, ecc.

Bennati (PDL) afferma come sia necessario allargare tutto anche alle norme ordinarie mentre Capoccioni dice che per quel che riguarda il condono si può tranquillamente intenderlo come legge straordinaria e quindi agire in deroga alla normativa ordinaria.

La decisione viene rinviata al Consiglio Comunale.

Tofani (UDC) introduce l’argomento che riguarda il rilascio dell’agibilità di un edificio a residenziale per alcuni immobili (seminterrati, ecc.) che viene spesso rilasciata da ASL e dalle norme di condono, ma viene vietato dalle norme tecniche (contraddizioni tra enti e norme); occorre quindi stabilire chi decide tra Comune e ASL (le norme tecniche sono di quando il sindaco decideva al posto della ASL e quindi questo problema non si poneva). Sono richiesti approfondimenti e tutto viene rimandato al Consiglio Comunale e viene chiusa la seduta.

Emiliano Cesaretti

Movimento 5 stelle Viterbo – Grilli viterbesi

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III Commissione Consiliare

Viterbo 7-2-2012

Il tema trattato è l’aereoporto, l’assessore Bartoletti inizia con lo spiegare che il costo e la costruzione dell’ipotetico aereoporto viterbese saranno sostenuti da ADR e che il comune avrà solo il compito di quantificare alcune voci di costo per ottenere il finanziamento dal CIPE.

Innocenzi (SEL) puntualizza che senza una nuova ferrovia l’aereoporto non si può fare in quanto autobus e ferrovie attuali non riuscirebbero a soddisfare la richiesta proveniente dallo scalo aereoportuale.

Tofani (UDC) interviene e osserva che oggi si discuterà di un documento preliminare, non approvato e di vecchia data, quindi probabilmente da modificare, quindi si sta parlando di aria fritta. In più l’assenza di delibere di giunta sull’argomento rendono poco chiara la posizione del Comune in merito, e, in conseguenza di questo, i progetti presentati o sono previsti nel PRG, e allora non sono interventi per l’aereoporto, o sono bastati su decisioni inesistenti del consiglio comunale. Tofani conclude osservando quindi come il comportamento del Comune possa essere definito dilettantesco.

Pinna (Lega) vede l’aereoporto come stimolo allo sviluppo per le infrastrutture e per i pendolari, riferendosi all’ampliamento della Cassia e della ferrovia Roma-Viterbo.

L’assessore conferma allora che il documento presentato alla stampa “non è bono” in quanto è solo una bozza di progetto non approvata.

In più Bartoletti afferma che il Comune ha semplicemente fatto quello che gli è stato richiesto dall’ENAC e della cabina di regia, cioè individuare le strade di collegamento tra l’aereoporto e la ferrovia e tra l’aereoporto e la città di Viterbo. Per la ferrovia FS aveva fatto varie proposte ed è stata scelta la Roma-Cesano-Bracciano-Viterbo, e ora FS sta quantificando i costi per far arriivare un treno da Roma a Viterbo in un’ora, un’ora e un quarto.

Per quel che riguarda le strade di raccordo si è scelto di farle correre parallele alla ferrovia di raccordo per consumare meno territorio, anche perchè per l’ENAC l’unica cosa importante era fare il tragitto più breve, vincoli permettendo. Le correzioni dell’ENAC sono già state previste nel progetto presentato.

I professionisti scelti per i progetti sono stati indicati dagli uffici e quindi l’assessore afferma di non saperne nulla. Attualmente solo la VAS sta andando avanti mentre il resto va avanti per step.

Viene osservato da Fersini (PD) che il progetto dell’aereoporto è composto solo da bozze mentre si sta permettendo all’ITET di spostare la cubatura definitivamente, ma Bartoletti afferma che l’ITET ha il diritto di richiedere lo spostamento delle cubature in funzione dei nuovi vincoli che gravano sull’aereoporto militare già esistente.

Ricci (PD) osserva come sia assurdo che il progetto preliminare, obbligatorio per opere sopra il milione di euro, che generalmente per un’opera di questo tipo costa tra i 150 e i 200 mila euro, in questo caso sia costato solo 18000 euro.

La riunione si chiude tra le urla e le discussioni con la scoperta che il consigliere Innocenzi (SEL) non ha idea di cosa sia Autocad.

Emiliano Cesaretti

Movimento 5 stelle Viterbo – Grilli viterbesi

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III Commissione Consiliare

Viterbo 31-1-2012

Oggi si parla di aereoporto.

Tofani (UDC) esordisce chiedendo il progetto del raccordo tra SS675 e aereoporto e Ricci (PD) aggiunge che non si capisce chi approva e chi realizza questi progetti; l’assessore Bartoletti dice che il documento sul raccordo stradale è stato prodotto da una collaborazione tra vari enti e che è solo un’analisi dei costi della viabilità e con l’assegnazione dello studio d’impatto ambientale, e serve per ottenere il finanziamento dal CIPE. In ogni caso l”assessore afferma che è l’ANAS che decide alla fine.

Ricci (PD) chiede a chi e perché è stato assegnato il progetto preliminare ma la risposta non viene data poiché l’assessore dice che di questo si sono occupati gli uffici tecnici, Raggi (PDL) osserva che quando questo progetto sarà presentato occorrerà l’approvazione di tutti.

Bartoletti osserva poi che in questi giorni il ministro Passera deciderà se fare o meno l’aereoporto a Viterbo, ma che il 23-12-2011 è stato stipulato il contratto tra ENAC e ADR. La viabilità invece sarebbe stata condivisa già a livello di Consiglio Comunale, ma Innocenzi (SEL) nega questo fatto. Bartoletti osserva che l’aereoporto si deve fare perchè se chiude Ciampino i voli low cost non possono andare a Fiumicino poiché farebbero fallire le compagnie maggiori, quindi nel 2019 l’aereoporto di Viterbo dovrà essere operativo e sarà costruito in parte su quello militare, in parte su nuovi terreni; è previsto un nuovo terminal, una nuova pista e 10 milioni di passeggeri l’anno. Saranno quindi necessarie nuove strade (collaborazione ENAC-ANAS) e nuove ferrovie (collaborazione ENAC-FSI) e i lavori saranno semplificati in quanto rientreranno nella legge obiettivo per le grandi opere. Il comune però senza ADR e senza CIPE non potrebbe sostenere la spesa e ADR investirà a Viterbo solo se aumenteranno le tariffe aereoportuali a Fiumicino e Ciampino. Il Comune così ha fatto solo una lista delle spese.

Tofani (UDC) a questo punto osserva che la discussione è inutile in quanto il master plan è stato presentato alla stampa e non ai consilgieri, in più l’assessore non ha avuto rispetto e quindi richiede che sia l’architetto a spiegare questo piano, anche perchè i dati dei Piani presentati a stampa e consiglieri sono diversi e fin’ora il Consiglio Comunale ha approvato solo una dichiarazione d’intenti. Oggi arriva un master plan che sembrerebbe essere stato fatto dall’ENAC a cui il comune dovrebbe solo dire di si e fare delibere di giunta sulla viabilità ausiliaria senza sapere nulla dell’aereoporto, c’è quindi necessità di più condivisione.

L’assessore Bartoletti dice che i lavori effettuati fin’ora quantificano solo i costi previsti, che il master plan chiunque glielo poteva chiedere e venire a prenderselo nel suo ufficio, ma Tofani (UDC) gli spiega che è lui che dovrebbe presentare le cose ai consiglieri, non il contrario.

Ricci (PD) spiega che la società VDP è stata incaricata di effettuare lo studio di fattibilità (questo è scritto nella deliberà dell’assessore), ma Bartoletti risponde che intendeva lo studio di fattibilità ambientale, il problema è che Ricci (PD) gli spiega che quello che conta è quello che è scritto, non quello che l’assessore ha pensato, dandogli anche dell’ignorante. In ogni caso Ricci (PD) chiede dove sia lo studio di fattibilità ma Bartoletti afferma che c’è il master plan, nessuno però gli ha spiegato che non sono la stessa cosa. Allora l’assessore tenta di sviare il discorso di cendo che di certe cose se ne sarebbe dovuto occupare il ministero all’epoca del ministro Bianchi, ma Ricci (PD), dopo avergli dato dell’incompetente perchè non sa di che parla, gli chiede chi ha preso le decisioni politiche, chi ha pagato il progetto preliminare e perchè sono stati selezionati proprio quei professionisti.

Raggi (PDL) dice all’assessore che la sua delibera presenta un progetto preliminare e che non può quindi dire che hanno fatto tutto gli uffici tecnici e che lui non ne sa nulla e non è concepibile che si chieda ai consiglieri di prendere semplicemente atto delle decisioni altrui; per concludere lo stesso consigliere osserva che nessuno sa nulla di questo progetto di viabilità e che bisogna tornare all’ordine del giorno, e cioè a parlare del master plan.

Marcucci (Misto) osserva che il comune è andato troppo avanti nella parte burocratica senza portare avanti quella politica.

In conclusione l’assessore afferma che il master plan attuale è di ADR, mentre Tofani (UDC) gli fa osservare che c’è il simbolo dell’ENAC e che non è solo un progetto di lavoro, ma si può considerare già un progetto preliminare che però sarebbe stato presentato alla stampa senza l’approvazione del Consiglio. Ricci (PD) ricalca quanto detto da Tofani (UDC) e aggiunge che occorrerebbe analizzare insieme le delibere sulla viabilità ausiliaria e il master plan dell’aereoporto.

Osservo che a inizio seduta Ricci (PD) a considerato normali in politica le prebende date il giorno prima dal sindaco Marini a vari enti e associzioni.

Emiliano Cesaretti

Movimento 5 stelle Viterbo – Grilli viterbesi

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III Commissione Consiliare

Viterbo 24-1-2012

La discussione sull’aereoporto viene rinviata alla settimana successiva in quanto oggi l’assessore all’aereoporto non può essere presente. Tofani (UDC) dichiara che l’opposizione è stata presa in giro sul master plan dell’aereoporto e quindi chiede che nella prossima riunione non sia l’assessore a descrivere questo master plan, ma siano i giornalisti invitati dalla minoranza a farla, in quanto questi ultimi ne sanno più dell’assessore.

Al punto 2 c’è la legge regionale sul “piano casa”, in esso infatti si afferma che i Comuni possono scegliere di escludere da questa legge gli edifici ricadenti in particolari aree; in seguito al primo “piano casa” infatti, la giunta Meroi aveva escluso le zone A2 e B1 di San Martino (2009), ora viene proposto di limitare l’esclusione alle zone B1 e A2*, ma Tofani (UDC) e Marcucci (Misto) chiedono di lasciare tutto come era nella precedente situazione (le zone A1 sono già per legge escluse). Si osserva comunque che molte zone A2 del P.R.G. sono state trasformate dal P.T.P.R. in zone destinate alla riqualificazione o alla ricostruzione, quindi sono molte meno.

Il provvedimento viene approvato all’unanimità con le modifiche richieste.

Sempre riguardo al “piano casa” Ricci (PD) chiede che sia confermato lo sconto del 30% degli oneri concessori nel caso delle sole prime case per quel che riguarda il 20% di ampliamento concesso, Porciani (Lega), chiede allora che lo stesso valga per l’housing sociale ma sia Tofani (UDC) sia Ricci (PD) osservano che ci sono già sufficienti agevolazioni per la situazione dell’housing sociale.

Due precisazioni:

  • l’housing sociale è quella pratica per cui se ottengo un cambio di destinazione di un fabbricato e lo rendo abitabile, allora il 20% di questo dovrà essere destinato a fini sociali (edilizia popolare, ecc.);
  • la maggior parte dei consiglieri di una commissione comunale sull’urbanistica non avevano idea della differenza tra zona A e B nel P.R.G.

La seduta si conclude alle 11.15.

Emiliano Cesaretti

Movimento 5 stelle Viterbo – Grilli viterbesi

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III Commissione Consiliare

Viterbo 10-1-2012

Per cominciare si decide di rifare la perimetrazione del piano per Porta Romana, per farlo arrivare fino alla ferrovia Viterbo-Roma Nord, riprestando poi tutto in commissione per la decisione.

Per la storia dell’ITET l’architetto afferma che l’ufficio tecnico del Comune consiglia di assegnare al terreno, che si libererà con lo spostamento delle cubature dalla zona dell’ipotetico aereoporto al Barco, la zonizzazione F6, cioè verde pubblico al che Innocenzi (SEL) chiede se si sia già deciso senza avvisare nessuno, e afferma che è vergognoso quello che si sta tentando di fare visto che anche la Polverini ha dichiarato che l’aereoporto a Viterbo non si farà.

Ricci osserva che è assurdo fare il trasferimento per i vincoli di costruzione e poi farci un parco pubblico.

Porciani (Lega) osserva che è già presente un aereoporto militare, quindi i vincoli ci sono, quindi occorre fare il trasferimento di cubatura, al che Innocenzi (SEL) e Ricci (PD) affermano che questi vincoli c’erano prima del progetto ITET, quindi occorrerebbe capire chi ha dato queste autorizzazioni, ma l’architetto assicura che quando sono stati dati i permessi al progetto i vincoli non c’erano.

Marucci (Misto) attacca il pippone sul fatto che l’aereoporto si farà e che quindi è opportuno effettuare il trasferimento di cubatura, in più il comune non ha “resistito” al ricorso al Tar presentato dalla ITET.

Ricci (PD) osserva che i vincoli dell’aereoporto militare c’erano prima del progetto ITET quindi non possono essere una scusante, che dal 1973 al 2003 l’ITET non ha costruito nessun impianto termale e il progetto approvato nel 1995 non è mai stato iniziato quindi non si capisce a che titolo faccia queste richieste, per ultimo propone di lasciare alla ITET i terreni dell’ex TusciaExpo ormai fallita, alla Volpara, per permettere lo sviluppo di un polo termale, far costruire la ITET e non effettuare il cambio di destinazione d’uso.

Raggi (PDL) fa più o meno le stesse affermazioni di Ricci (PD).

Tofani (UDC) chiede se si vuole sviluppare il turismo termale o meno e fa le stesse osservazioni di Ricci (PD).

La discussione continua in maniera confusa ma i temi sono sempre gli stessi.

Taborri (UDC) chiede di prendere in considerazione anche il problema della viabilità nella zona Barco in seguito all’eventuale costruzione di nuove palazzina residenziali nella zona.

Infine si vota:

SI: Bennati e Rotelli (PDL), Marcucci (Misto)

NO: Ferzini, Guancini, Ricci, Serra (PD), Innocenzi (SEL), Taborri e Tofani (UDC), Montoni (PDL)

 

La commissione, grazie a dio, da parere negativo, ora toccherà al Consiglio Comunale.

 

Emiliano Cesaretti

Movimento 5 stelle Viterbo – Grilli viterbesi

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III Commissione Consiliare

Viterbo 09 /01/2012

Si potrebbe dire cominciamo bene. Alla prima seduta del nuovo anno la terza commissione consiliare, cioè quella che si occupa di urbanistica, si è cimentata nella discussione di un tema a dir poco singolare: la richiesta della società Itet di trasferire e modificare radicalmente un progetto di costruzione dalla zona Barrigello al Barco.
L’area è costituita da 48 ettari di terreno che fin dal 1973 dovevano essere principalmente destinati alla costruzione di strutture turistiche e per lo sfruttamento delle acqua termali.
La Itet dopo più di venti anni presenta nel 1995 un progetto ad hoc che viene approvato nel 1998 ma non fa assolutamente nulla fino al 2006 e, dopo il blocco alla costruzione da parte del Comune di Viterbo, richiede oggi di poter spostare la maggior parte delle cubature dalla zona Barrigello alla zona Barco, chiedendo al contempo di trasformare la destinazione d’uso in residenziale e presentando un progetto già completo e quindi molto costoso, forse nella speranza che il Comune non modifichi nemmeno una virgola della sua richiesta pena la necessità di riscrivere l’intero progetto.
Il tutto senza avere alcuna autorizzazione in tal senso dall’amministrazione comunale.
Verrebbe da dire: “se la canta e se la sona!”
Non entrando nelle questione legalità delle azioni di tutte le parti in causa in questa vicenda, nascono spontaneamente varie domande:
1 – Perché oggi si impedisce la costruzione di queste infrastrutture turistico-termali in zona Barrigello, in assenza ufficiale di ogni vincolo derivante dal progetto aeroporto (peraltro coloro che, all’interno del consiglio comunale, sono convinti che l’aeroporto non si farà mai sono una maggioranza “bulgara”)?;
2 – Come può un amministratore pubblico prendere in seria considerazione la richiesta Itet del cambio di destinazione d’uso del progetto di costruzione, considerando che questa società in trent’anni non ha messo a terra nemmeno un mattone di quei fantomatici impianti termali per i quali aveva presentato un piano di lavoro?;
3 – Per quale assurdo motivo la cubatura destinata allo sviluppo del turismo termale (motivata da un piano di tutela ed incentivo degli interessi dei cittadini) debba essere invece trasformata nella solita colata di cemento di cui non si vede assolutamente la necessità?
La minoranza ha espresso la propria opinione contraria alla richiesta della società Itet mentre la maggioranza, apprendiamo con rammarico ma senza sorpresa, sembra intenzionata ad autorizzare l’ennesima dannosa colata di cemento, con buona pace dei cittadini.

Emiliano Cesaretti

Movimento 5 stelle Viterbo – Grilli viterbesi

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III Commissione Consiliare

Viterbo 20-12-2011

-Parcheggi sotto prato-giardino, inizialmente bocciati dalla sovrintendenza ma si aspetta che cambi la direzione di essa per riproporlo

-Parcheggi sotto “l’orto della trinità” (iniziata conferenza dei servizi ma ancora tutto in alto mare), Tofani (UDC) chiede di spegnere la registrazione e torna sul discorso dell’immobile che si è deciso di acquistare il giorno prima in consiglio comunale e chiede di fare prima un piano generale per poi giustificare meglio questi acquisti

-Su porta Romana sono grosso modo tutti d’accordo:

  • Tofani (UDC): bello ma non realizzabile (chi abbatte il palazzone all’incrocio e chi fa sloggiare Mc Donald’s e Agip?) e chiede riguardo il livello di edificabilità previsto
  • Ricci (PD): bello ma quali gli obiettivi immediati e quelli minimi per offrire un’idea di sviluppo
  • Porciani (Lega): questa è una via di pianificazione senza precedenti, grandi soluzioni trovate ma interramento ferroviario troppo costoso, Innocenzi (SEL) gli replica che la FS aveva proposto di accollarsi le spese ma qualcuno ha detto di no

Si propone di allargare il piano fino alla ferrovia Viterbo-Roma Nord o addirittura fino a Bagnaia ma non ci sono i documenti e quindi viene rinviato tutto.

-Per la storia dello spostamento di cubature dell’ITET:

  • Tofani: i vincoli non sono presenti sull’area indicata, quindi non si capisce il bisogno dello spostamento delle cubature
  • Ricci: anche volendo spostare la cubatura no a cambio di destinazione d’uso, bisogna però prima di tutto capire se davvero si farà l’aereoporto e quindi se effettivamente su quelle zone sarebbe meglio non costruire
  • Innocenzi: il Comune non ha detto di non costruire quindi queste sono tutte puttanate

Viene comunque rinviata la decisione alla prossima seduta della commissione.

Viene chiusa la seduta.

Emiliano Cesaretti

Movimento 5 stelle Viterbo – Grilli viterbesi

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III Commissione Consiliare

Viterbo 22-11-2011

Itet spa possiede 48 ha in zona Barricello, dove ci potrebbero essere vincoli per aereoporto, chiede di spostare cubature in zona Barco (118000 metri quadrati).

Nel 98 piano di lottizzazione convenzionata gli da la possibilità di costruire in zona baricello con destinazione prevalentemente turistico-alberghiera (terme), nel 2006 variante a lottizzazione, levata la cubatura in quelle zone visto che li vicino dovrebbe essere fatto l’aereoporto (lettera ENAC)

Nel 2007 la commissione urbanistica comunale sospende tutto. Dopo ricorso al tar e richiesta di pacificazione spostando le cubature in zona Barco (legge 308/2004 art.1).

Non si capisce perché:

·I vincoli non ci sono visto che non c’è un piano per l’aereoporto eppure si chiede trasferimento;

·Convenzione scaduta nel 2003;

·Passaggio di destinazione d’uso da alberghiera a residenziale;

Per la legge sulla perequazione loro cedono al comune i terreni a Baricello e quello gli da l’autorizzazione per costruire in zona Barco.

La cosa più strana è che questi dell’itet hanno già fatto vas, via e tutte le autorizzazioni varie, manca solo quella del comune; ma se il comune gli cambia una virgola questi devono rifare tutto, e ciò comporterebbe una grossa spesa aggiuntiva.

Emiliano Cesaretti

Movimento 5 stelle Viterbo – Grilli viterbesi

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